Nuovi upgrade per il mercato coreano

Foto scattata prima dell’emergenza Covid-19

Il rapporto ultratrentennale che lega Celli al Sud-est asiatico, e in particolare alla Corea del Sud, si rafforza ulteriormente con la progettazione di nuovi macchinari pensati per le esigenze di quello che rappresenta uno dei principali mercati esteri dell’azienda.

In particolare, negli ultimi mesi il reparto R&D di Celli ha dato vita a diverse versioni evolute di macchinari esistenti, in grado di lavorare con trattori di potenza più elevata, verso i quali gli operatori di quel Paese si stanno progressivamente spostando.

Alla luce dei bisogni attuali e delle problematiche riscontrate, soluzioni già consolidate come le fresatrici fisse Ergon, Pioneer 170 e Tiger 250 sono state oggetto di rivisitazioni che hanno interessato vari elementi, dal castello alle cerniere, fino ai pattini e alle ventole; questo con l’obiettivo di aumentare la tenuta delle macchine e renderle adatte alla lavorazione di terreni difficili, sassosi e vulcanici, come quelli di alcune isole.

In questo modo, Celli punta a coprire sempre più il mercato coreano, che già oggi contribuisce per il 25% alle sue esportazioni, rappresentando uno dei principali sbocchi sull’estero dell’azienda, che negli ultimi anni ha raggiunto una quota export pari al 70%.

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